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5 maggio 2010 3 05 /05 /maggio /2010 11:11

Obesità business

Obesità business
di dott. Boano Michele

 

Quando per la prima volta, nel 1991, mi recai negli Stati Uniti con la mia famiglia in vacanza, rimasi meravigliato per tutto ciò che era grande, immenso e la mia città, Genova, sembrava, a confronto, un piccolo paese.

Grandi posteggi, perché gli americani non devono far fatica a posteggiare l’auto (grande anch’essa), grattacieli dove ti devi  sdraiare fino a terra per vederne la fine, grandi piazze, grandi parchi, tutto è grande, immensamente grandioso.

Mi colpì, comunque, il passo uguale di molti americani, uomini, donne, bambini, un passo da “andamento lento”, per il fatto che le persone che portavano insieme a loro quantità abnormi di “ciccia”, faticavano non poco.

Abbiamo da quel paese importato tutto.

Musica, abbigliamento, tecnologia, ma anche il modo di mangiare, che inesorabilmente ci ha fatto mettere su chili di troppo.

Purtroppo quel passo lento e faticoso è diventato protagonista anche nelle nostre “piccole” città.

Intorno a metà degli anni 60, in America con un lieve sovrapprezzo, è stato ingrandito il contenitore di pop-corn e patatine in quanto era stato evidenziato che al cinema, tutti i contenitori erano perfettamente svuotati e puliti.

Nei Mc Donald furono poste, per aumentare i profitti, telecamere  che riprendevano il comportamento delle persone: i clienti andavano ad acciuffare l’ultima patatina, l’ultimo pop-corn, ripiegavano la testa all’indietro per sorseggiare l’ultima goccia di Coca-Cola.

Gli americani volevano un qualcosa in più, ma si vergognavano di alzarsi e ad andare ad ordinare altre patatine e altra Coca Cola.

Desideravano solamente quello e felicemente gli venne dato.

La trovata è stata a dir poco geniale: aumentarono le porzioni, aumentando di pochissimo il prezzo9.

Studi medici-psicologici hanno dimostrato che se si aumenta la grandezza del piatto, del bicchiere immettendo più cibo e bevanda, il consumatore mangerà il 30% in più di ciò che normalmente mangia.

Tutto ciò è stato organizzato sapientemente ad arte.

La conseguenza è inevitabile: OBESITA’, la quale è stata esportata dagli Stati Uniti, dapprima nelle nazioni europee e poi anche in Giappone, Cina ed india.

Le industrie farmaceutiche, spesso e volentieri, propinano nuove compresse magiche per dimagrire, per cui le persone possono mangiare tutto, di più ed oltre perché intanto poi ingurgitano la pillola e stanno in pace con se stessi.

Per finire, in America sono fioriti anche negozi che vendono abbigliamento extra-extra-extra large, e dove entrando, l’americano non si sente tanto a disagio.   

L’obesità crea assenza dal lavoro, patologie e morte, depressione, solitudine e di conseguenza costi alla società.

L’obesità un giorno potrà essere sconfitta o no?

La risposta triste è che non potrà mai essere sconfitta in quanto essa apporta notevole quantità di denaro.

 

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4 maggio 2010 2 04 /05 /maggio /2010 19:08

Husky 

"Da un lato, ci siamo trovati di fronte ad un numero sempre maggiore di bambini obesi e, dall'altro, i nostri tecnici faticavano a trovare dei seggiolini adatti a questi nuovi bambinoni".

Queste sono le parole che Lara Trifiletti, ricercatrice del centro prevenzione degli incidenti, presso l'ospedale

J. Hopkins di Baltimora, espresse.

Approfondì l'argomento e le sue conclusioni furono pubblicate nell'aprile 2006 sul mensile Pediatrics e furono sconvolgenti: più di 250000 bambini da uno a sei anni hanno un peso superiore a quello raccomandato dalle marche dei seggiolini per auto.   

Gli americani aggirarono l'ostacolo e lo superarono brillantemente.

"Per la modica somma di 250 dollari, la Britax, azienda specializzata in seggiolini per auto propone Husky, un seggiolino che con un peso di 5 chili superiore al normale e con 11 cm. in più di larghezza dichiara di proteggere i bimbi che pesano fino a 40 chili.

Anche il mitico stadio Fenway Park di baseball di Boston, nel 1999 ha dovuto sostituire i posti a sedere in quanto i loro fans non riuscivano a sedersi comodamente sui seggiolini". 

Fonte : TOXIC di William Reymond

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  • : Le lancette dell'orologio della vita non possiamo portarle indietro,ma rallentare la loro corsa attraverso una "alimentazione intelligente" ed uno stile di vita sano.
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  • Michele Boano
  • Laurea in Medicina e Chirurgia, "Consultant Zone Certified", Master in "Chirurgia e Medicina Estetica", Master in "Nutrizione Umana", corsi di Medicina Estetica,Alimentazione, Omotossicologia.
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