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23 marzo 2009 1 23 /03 /marzo /2009 18:22


In toscana sono stati ritrovati fossili di vite risalenti a circa 2 milioni di anni fa: è accertato da studi che la produzione di vino è iniziata poco dopo il 3000 a.C.
Il vino sembra ridurre il colesterolo "cattivo" LDL ed aumentare quello "buono" HDL inibendo nel contempo l'aggregazione piastrinica.
E' fonte di polifenoli (antiossidanti) ed agisce quindi contro i radicali liberi: particolare importanza assume il resveratrolo presente negli acini dell'uva, in quantità maggiore nel vino rosso che in quello bianco.
Ricercatori della Harward Medical School hanno evidenziato che influisce in modo positivo sul sistema cardiocircolatorio ed immunitario.
E' quindi preferibile bere, se non si è astemi, un buon bicchiere di vino rosso a tavola, senza eccedere.
L'alimentazione "Zona" considera un bicchiere di vino fonte di carboidrati: 120 grammi (1 bicchiere) corrispondono ad un miniblocco di carboidrati.
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23 marzo 2009 1 23 /03 /marzo /2009 15:41


Si può sopravvivere settimane senza cibo, ma solo pochi giorni senza acqua, la quale è fonte di vita perchè porta nutrimento alle cellule, espelle le scorie e quando l'organismo è dididratato le cellule rallentano le loro funzioni irrigidendosi e determinando l'invecchiamento dell'organismo.
Nel corpo umano l'acqua rappresenta il 60% - 65% del peso corporeo di un adulto e l'80% di quello di un bambino.
Le perdita di acqua avvengono attraverso respirazione, urina, sudorazione, feci, mentre il reintegro viene rimpiazzato con l'acqua stessa e quella contenuta nella frutta e verdura.Il bere a sufficienza viene evidenziato dal colore delle nostre urine: giallo paglierino, tutto va bene, giallo intenso, significa che si beve poco.
Le acque minerali devono essere pure, prive di inquinanti, imbottigliate come sgorgano dalla sorgente: l'unica aggiunta eventuale è l'anidride carbonica per renderle gassate.
La presenza di sali minerali nell'acqua determinano le proprietà salutari dell'acqua.
La quantità di sali minerali depositati da un litro di acqua fatto evaporare a 180° ci indicano il residuo fisso, in base al quale vengono classificate in:
- Minimamente mineralizzate (residuo fisso < 50 mg. /litro) sono leggere e favoriscono la diuresi e la espulsione di eventuali piccoli calcoli renali
- Oligominareali (residuo fisso non superiore a 500 mg./litro). Svolgono azione diuretica e contengono poco sodio.
- Minerali (residuo fisso tra 500 e 1000 mg./litro). A seconda delle sostanze che contengono (calcio, zolfo, ferro, magnesio, bicarbonato) hanno applicazione diversa.
- Ricche di sali minerali (residuo fisso > 1500 mg./litro) bevute a scopo curativo e su cosiglio medico.

Liscia, gassata o effervescente naturale, l'acqua disseta in qualsiasi modo, ma l'acqua gassata non deve essere 
bevuta da chi ha problemi di aerofagia e gonfiori addominali.
L'ideale è bere 1,5 - 2 litri di acqua al giorno, anche quando non si ha sete, a piccoli sorsi e a temperatura ambiente. 
  
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21 marzo 2009 6 21 /03 /marzo /2009 10:04




Il blocco è lo strumento che ci permette di essere in "Zona" e rimanerci: è costituito da un miniblocco di proteine, più un miniblocco di carboidrati, più un miniblocco di grassi.

I miniblocchi sono la quantità di peso, perfettamente grammata di proteine, carboidrati, grassi che corrispondono ognuno alla quantità necessaria dei rispettivi macronutrienti, vale a dire:

- 1 miniblocco di proteine corrisponde a 7 grammi di proteine

- 1 miniblocco di carboidrati corrisponde a 9 grammi di carboidrati
- 1 miniblocco di grassi corrisponde a 3 grammi di grassi

La quantità dei blocchi è strettamente personale e si basa sul calcolo della massa magra moltiplicato per l'indice di attività fisica dell'individuo preso in esame.
Ottenuto il valore, che rappresenta il fabbisogno proteico personale quotidiano in grammi, questo si divide per 7, valore che rappresenta i grammi di un miniblocco di proteine ed avremo il numero personale dei blocchi giornalieri.
Dopo che si è stabilita la quantità dei blocchi che si dovranno assumere quotidianamente, il paziente, in base ai propri gusti personali, li comporrà tramite le tabelle degli alimenti, che gli vengono dati durante la visita, e li distribuirà nell'arco della giornata.
I blocchi non dovranno mai essere inferiori a 11 per le donne e 13 per gli uomini: gli spuntini dovranno essere di 1 blocco, mentre la colazione almeno di 2 blocchi.

Esempio di come distribuire 11 blocchi:
- Colazione (2 blocchi) entro un'ora dal risveglio
- Spuntino (1 blocco) a metà mattina o per meglio dire due ore e mezza prima del pranzo, se tra colazione e pranzo passano più di 5 ore
- Pranzo (4 blocchi)
- Spuntino (1 blocco) metà pomeriggio o due ore e mezza prima della cena se tra pranzo e cena passano più di 5 ore
- Cena (3 blocchi)

Esempio di come distribuire 13 blocchi:
- Colazione (2 blocchi) entro un'ora dal risveglio
- Spuntino (1 blocco) a metà mattina o per dir meglio due ore e mezza prima del pranzo, se tra colazione e pranzo passano più di 5 ore
- Pranzo (5 blocchi)
- Spuntino (1 blocco) se tra pranzo e cena passano più di 5 ore
- Cena (4 blocchi)

Per costituire un pranzo o cena da 4 o 5 blocchi dovremo unire:
- 4 o 5 miniblocchi di carboidrati a
- 4 o 5 miniblocchi di proteine a
- 4 o 5 miniblocchi di grassi
ed il nostro pranzo o cena sarà completato e perfettamente in "Zona".     

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20 marzo 2009 5 20 /03 /marzo /2009 16:14

                                        

Entrare in "Zona" è facile e per fare ciò vi sono due metodi:
1. Metodo ad occhio
2. Metodo a blocchi

Parliamo del metodo ad occhio seguendo questi pratici consigli:
a. suddividere il piatto da pranzo in tre parti uguali
b. riempire la prima parte con proteine (in ogni caso non superare la superficie e lo spessore del palmo della  nostra mano escluse le nostre dita )
c. riempire abbondantemente gli altri due terzi con frutta e verdura
d. si può usare anche il pugno delle nostre mani (1 pugno per i carboidrati sfavorevoli, 2 pugni per quelli  favorevoli)
d. aggiungere un cucchiaino di olio extravergine e se vi fa piacere, aceto, limone, spezie, un pizzico di sale

Per le prime tre settimane è consigliabile essere drastici, quindi eliminare completamente pasta, pane, pizza ed assumere carboidrati favorevoli rappresentati da frutta e verdura.
Pasta, pane, pizza potranno poi essere reintrodotti gradualmente, ma facendo così, ed assumendo 2,5 grammi di olio di pesce al giorno, in poche settimane si noterà senz'altro un benessere generale.
Provare per credere.
Per ciò che concerne gli spuntini si possono mangiare barrette o frollini o cracker calibrati in "Zona", acquistati in farmacia o in erboristeria e se si vuol mangiare cibo, preferito a noi, ai nostri gusti personali, usiamo, per le proporzioni, un piattino da dolci, lo suddividiamo mentalmente in tre parti uguali e lo riempiamo come è stato detto sopra (proteine, carboidrati, grassi).
 Dobbiamo fare sempre colazione, pranzo, cena, due spuntini, e la cosa importante è che dobbiamo mangiare anche quando non abbiamo fame, perchè in questo modo teniamo sotto controllo l'insulina.
Gli spuntini danno una autonomia di due ore se liquidi (latte, yogurt) e due ore e mezza se solidi e vengono fatti se tra colazione e pranzo, pranzo e cena passano più di cinque ore.
Si raccomanda di bere almeno 1,5 litri di acqua.

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18 marzo 2009 3 18 /03 /marzo /2009 16:24


La particolarità degli abitanti dell'arcipelago di Okinawa, territorio giapponese situato nel tratto di mare tra il Giappone e Taiwan è la loro longevità, in quanto la durata della vita media è di 81,2 anni e gli ultracentenari rappresentano il 20,6% della popolazione.
I termini "ishokudoghen" e "yuimaru" spiegano il motivo per cui questa popolazione sia così longeva.
La presenza minore di malattie quali diabete, ictus, cardiopatie, cancro, osteoporosi, si può attribuire al primo termine che in giapponese significa "il cibo è una medicina" come aveva detto Ippocrate molto tempo prima.
Gli abitanti di Okinawa sono in ottima salute, lavorano, ballano, pescano e praticano il Kobudo, un'arte marziale locale.
Studiosi sostengono che il fattore determinante sarebbe la dieta, costituita da frutta, verdura, soia, pesce locale in abbondanza, integrata dall'alga kombu.
Quindi una dieta, come si può notare, con poche calorie, moderate quantità di carboidrati, proteine e tanti Omega 3.
Buio Yamori, patologo dell'Università di Kyoto dice:
"Il tofu e gli altri derivati della soia sono particolarmente ricchi di isoflavonoidi, simili agli estrogeni che aiutano nell'assorbimento del calcio e combattono l'osteoporosi. Studi effettuati su donne orientali in menopausa hanno evidenziato come ad un superiore consumo di soia corrispondano ossa più dense e, per gli uomini, minore incidenza di tumore alla prostata. Inoltre le alghe consumate, grazie agli Omega 3 riducono i rischi di malattie cardiache".
Altro termine importante è "yuimaru" ossia sapere di essere ancora necessari, la voglia e la motivazione di continuare a lavorare anche se si sono passati i 100 anni di età.
Da uno studio effettuato sulle città di Akita, Naha, Ogimi è stato evidenziato che gli abitanti di Ogimi sono molto attivi fisicamente e più felici rispetto agli abitanti delle altre città.
I vecchi abitanti di Ogimi, alla mattina, appena svegli, per prima cosa aprono la porta di casa e se vedono qualche porta di casa chiusa si vanno a sincerare che nulla di male sia successo.
Tutto ciò è importante per vivere una vita serena e solidale.
Il messaggio di benvenuto scolpito su una pietra ad Ogimi dice:
"A 70 anni sei un bambino, a 80 un giovane. E se a 90 qualcuno dal paradiso ti invita a raggiungerlo, rispondi: va via, torna quando avrò 100 anni e ne riparleremo".
Okinawa è il paradiso della longevità, ma come dice il dott. Jean-Paul Curtay, nutriterapeuta "  la longevità è legata a diversi fattori. Gli abitanti di Okinawa hanno innanzitutto una alimentazione estremamente diversificata e gustosa, vegetale al 78%, molto ricca di principi attivi protettivi come antiossidanti, acidi grassi Omega 3, magnesio e fitoestrogeni.
Gli abitanti di quest'isola sono dinamici, sereni ed accoglienti, hanno una visione positiva del mondo e della vita, delle relazioni sociali intense, molta creatività e senso dell'umorismo, con tutti gli effetti benefici che tutto questo può avere sulla salute".
 
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17 marzo 2009 2 17 /03 /marzo /2009 20:56
evoluzione-alimentare.JPG
Sul "New England Journal of Medicine", nel 1985 Boyd Edton pubblicò "Paleolithic Nutrition" in cui asseriva che la dieta ideale doveva essere simile a quella degli uomini dell'età della pietra, i quali si cibavano di proteine (mammut, bestie feroci) e di frutta e verdura che le loro donne raccoglievano.
Prima della Rivoluzione Agricola, che si fa risalire a 10000 anni fa,  documenti storici descrivono gli uomini "cacciatori-raccoglitori" come essere forti, sani ed alti e non è vero che conducevano una vita brutale come alcuni ci vogliono far credere.
Vivevano semplicemente il loro periodo storico.
Molto probabilmente tra 500-1000 anni e più, diranno di noi altrettanto, ma onestamente penso che con tutti i lati negativi che la vita odierna ci offre, ve ne siano moltissimi altri di positivi.
Oggi, noi esseri evoluti, sappiamo che l'eccessiva quantità di sale nei cibi porta inevitabilmente a lungo andare ad una pressione arteriosa alta con tutti i problemi ad essa legati, ma gli Indiani Yanomamo del Brasile e del Venezuela, che non avevano fatto nulla di male, fino agli anni 60-70 non conoscevano il sale e quindi non consumandolo, non avevano ipertensione.
Venendo a contatto con l'uomo del futuro, gli Indiani hanno conosciuto finalmente, anche loro, il sale, si sono evoluti, ma hanno conosciuto anche il dibete tipo II e l'ipertensione.
L'imput che ha permesso all'essere umano di diversificarsi dallo scimpanzè è stata l'intuizione e la necessità di mangiare carne, ma in modo particolare cervello e midollo spinale degli animali cacciati: in questo modo i nostri antenati si ritrovavano con più energia in corpo.
Infatti, mangiando proteine avevano sì energia, ma non sapevano ancora che nel cervello degli animali uccisi vi era il DHA, componente essenziale degli Omega 3, importante per il buon funzionamento del cervello.

Passiamo agli anni cinquanta.
Agli inizi di quegli anni, studiosi evidenziarono che l'assunzione di carni grasse, burro e formaggio aumentavano la colesterolemia totale ed in modo particolare il colesterolo cattivo LDL con rischio di malattie cardiovascolari.
L'"INDUSTRIA INTELLIGENTE" sentenziò che la colpa era dei grassi saturi, mise al bando la carne rossa ed il burro e pubblicizzò margarine e creme dove oli vegetali erano i primi attori.
Ma non era finita, perchè si introdussero, per il malcapitato consumatore, patatine fritte, dolciumi, cibi da fast food, cucinati e preparati con oli idrogenati che contenevano i dannosissimi acidi grassi trans.
Che dire del dolce zucchero che ci fa rendere meno amara la vita: gli uomini primitivi usavano il miele.
In Inghilterra, intorno al 1815, in un anno si consumavano 7 kg. di zucchero pro capite, lo stesso uomo nel 1970 ne consumava ben 55 kg. all'anno.
Figuriamoci ora nel 2009.
L'aumento è spropositato, ma notevoli sono i problemi: carie, obesità, dibete, disturbi cardiocircolatori.

Ai giorni nostri, finalmente, anche noi italiani, un primato lo abbiamo: dopo tanti sforzi siamo riusciti ad ottenerlo.
Ma è un primato non molto bello perchè i nostri bimbi, di età compresa tra i sette e undici anni, sono i più grassi d'europa. 
Mia moglie è insegnante elementare e qualche volta, nell'arco dell'anno, vado a trovarla a scuola, generalmente durante l'intervallo: ogni anno che passa, noto un aumento di bambini tanto carini, ma tanto paffuti.
Brioches con pezzi di cioccolata, focaccia genovese in quantità industriale, ciupa-ciupa a gogò, sacchetti di patatine fritte in tutte lesalse e per finire coca-cola, tè zuccherato, chi più ne ha più ne metta, e di acqua neppure l'ombra, perchè serve solo per lavarsi.
Il modo di vivere è notevolmente mutato.
A scuola i bimbi stanno fino alle 17,30 perchè i genitori lavorano: la merenda è identica a quella dell'intervallo della mattina, e poi a casa a giocare con videogiochi  e vedere la televisione.
Ma non è finita, perchè mentre i bambini sono tenuti sotto controllo da queste baby-sitter meccaniche e sofisticate, si aprono nuovamente sacchetti di patatine e pop-corn.
Arriva l'ora della cena ed il menù è: primo abbondante, secondi confezionati surgelati, ma, in questo caso, basta accendere il microonde, frutta e verdura assolutamente no, condito il tutto con qualche bibita zuccherina.
Ai nostri figli dobbiamo far capire che il primo piatto non deve essere abbondante, che le proteine sono importanti, come importanti sono frutta e verdura.
Ma devono avere degli esempi positivi dati da noi genitori, che non dobbiamo parlare bene e razzolare male.
I nutrizionisti non dovrebbero andare nelle scuole ad insegnare come si deve mangiare, per il semplice fatto che è tempo sprecato.
Dovrebbero fare educazione alimentare ai genitori ed ai nonni.
  
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17 marzo 2009 2 17 /03 /marzo /2009 18:14
                                                              
Gli eicosanoidi sono ormoni autocrini, ossia non entrano nel circolo sanguigno, nascono da ogni nostra cellula, esplicano la loro funzione nelle vicinanze di essa, e dopo pochi secondi muoiono, per rinascere nuovamente e riprendere la loro attività.
Scoperti nel 1930 nella prostata delle pecore e per questo motivo furono chiamate prostaglandine.
Poco conosciuti anche dagli addetti ai lavori, ma al loro studio fu assegnato il premio Nobel nel 1982 per la Medicina e vi sono più di 100000 articoli che li riguardano.
Ricordiamo le seguenti famiglie di eicosanoidi:
- Famiglie PG1 e PG2 che derivano dagli acidi grassi omega 6, il cui capostipite è l'acido linoleico
- Famiglia PG3 che derivano dagli acidi grassi omega 3, il cui capostipite è l'acido linolenico.
Esistono "eicosanoidi buoni" ed "eicosanoidi cattivi" ed il loro equilibrio è importante per la salute.

Sottogruppi di eicosanoidi:
- prostaglandine
- trombossani
- leucotrieni
- lipossine
- epilipossine
- acidi grassi idrossilati
- isoprostanoidi
- acidi epossieicosatrienoidi
- endocannabinoidi

Effetti degli eicosanoidi buoni:
1- inibiscono l'aggregazione piastrinica, ossia la formazione di trombi
2- favoriscono la vasodilatazione (abbassano la pressione)
3- attenuano il dolore (sono antinfiammatori)
4- inibiscono la proliferazione cellulare (sono antitumorali)
5- stimolano l'efficienza mentale

Effetti degli eicosanoidi cattivi:
1- favoriscono l'aggregazione piastrinica (quindi formano trombi con conseguenti infarti, ictus ...)
2- favoriscono la vasocostrizione (aumentano la pressione arteriosa)
3- accentuano il dolore (sono infiammatori)
4- favoriscono la proliferazione cellulare (sono tumorali)
5- deprimono la risposta immunitaria
6- peggiorano l'efficienza mentale
La cosa importante è che quelli buoni e quelli cattivi devono stare in equilibrio tra di loro.
Infatti se vi fosse troppa produzione di una categoria di eicosanoidi o dell'altra si potrebbero verificare emorragie gravi per tagli banali, ma anche trombi con infarti e ictus, oppure una pressione arteriosa bassa da svenire, o una pressione alta con gravi conseguenze per l'organismo.
Questo equilibrio si otterrà attraverso una alimentazione che tenga sotto controllo i valori dell'insulina, una ridotta assunzione con il cibo di acido arachidonico presente nel tuorlo d'uovo-fegato-frattaglie ed introduzione di "olio di pesce" (Omega 3) che contiene EPA per far sfociare la cascata degli eicosanoidi verso quelli buoni.

Omega 3 ed Omega 6, sono detti acidi grassi essenziali, perchè il nostro organismo non li produce ed allora dobbiamo introdurli con il cibo.
Di Omega 6 ne introduciamo fin troppi (frattaglie, grasso visibile di carni ed affettati, tuorlo d'uovo), mentre pochi di Omega 3.
E' importante, quindi, supplementarli, assumendo "olio di pesce" che contiene EPA e DHA, Omega 3 importanti per la nostra salute.   
  
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17 marzo 2009 2 17 /03 /marzo /2009 16:02


come si svolge



                                                                    

- Accurata anamnesi
- Esami ematochimici (sarebbe preferibile averli prima)
- Visita per evidenziare percentuale massa corporea (grassa e magra)
- Determinazione "Blocchi" personali giornalieri
- Spiegazione "Alimentazione Zona" tramite immagini computerizzate proiettate a grande          schermo
- Esempi di come formare i blocchi tramite lavagna
- Al paziente viene dato materiale cartaceo in cui sono presenti i miniblocchi alimentari  e le immagini delle diapositive viste
- Rivalutazione dopo tre settimane





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16 marzo 2009 1 16 /03 /marzo /2009 18:17
                                                                                                                                    




Nella alimentazione Zona, importante è lo stimolo ormonale indotto dal cibo, quindi l'asse insulina-glucagone, assume una notevole valenza, perchè tiene sotto controllo la glicemia.
Quando mangiamo un piatto di pasta o un panino, vale a dire carboidrati, il glucosio passa in circolo e il nostro organismo per far si che il sangue non diventi troppo "dolce e zuccherato"invia un segnale al pancreas il quale produce insulina che trasporta il glucosio nel muscolo e nel fegato immagazzinandolo sotto forma di glicogeno e nel tessuto adiposo sotto forma di grasso di deposito.
Il controllo della glicemia è importante per la corretta funzionalità del cervello per questi motivi:
- il glucosio è l'unico carburante per il cervello ed in assenza di esso le cellule cerebrali muoiono

- il cervello a differenza di fegato, muscoli, tessuto adiposo non ha la capacità di immaggazzinare scorte di     glucosio.

Effetti dell'insulina sul metabolismo:
- promuove l'accumulo di glicogeno nel fegato, muscoli, tessuto adiposo
- deprime il consumo di grassi e proteine in favore di carboidrati, ossia spinge le cellule a bruciare carboidrati per produrre energia piuttosto che proteine e grassi
- promuove l'immagazzinamento di grassi nel tessuto adiposo

Effetti del glucagone sul metabolismo:
- promuove la liberazione del glicogeno dal fegato, che sotto forma di glucosio viene riversato nel sangue
- promuove il consumo di grassi e proteine a sfavore di carboidrati, ossia spinge le cellule a bruciare proteine e grassi per produrre energia piuttosto che carboidrati
- promuove la mobilizzazione dei grassi dai tessuti adiposi che sono disponibili per essere bruciati.

L'asse ormonale insulina-glucagone mantiene la glicemia in quanto:

a) Se la glicemia scende, il pancreas secerne glucagone che ordina al fegato di prelevare glucosio dalle sue scorte ed immetterlo in circolo.Il glucagone, inoltre, utilizza grassi e proteine come fonte energetica, predisponendo l'organismo al risparmio di glucosio.
b) Se la glicemia sale, il pancreas secerne insulina che preleva il glucosio dal sangue e lo immagazzina nel fegato e muscoli, ma poichè la capacità del fegato di immagazzinare glucosio è limitata (circa 70 grammi) i carboidrati in eccesso vengono convertiti in grasso e depositati nei tessuti adiposi. 

La quantità di insulina prodotta dipende dalla velocità con la quale la glicemia si innalza e questo innalzamento dipende dall'indice glicemico dei carboidrati e dal carico glicemico del pasto stesso.
Infatti se noi ingeriamo carboidrati a basso indice glicemico, la glicemia si alzerà gradualmente, la quantità di insulina prodotta sarà normale ed in questo caso si avrà fame dopo 4 ore e più.
Se invece ingeriamo carboidrati ad alto indice glicemico, la glicemia bruscamente si innalzerà, verrà prodotta grande quantità di insulina, che altrettanto bruscamente determinerà ipoglicemia reattiva e quindi senso di fame che giungera molto prima delle 3-4 ore ed entreremo nel "circolo vizioso della fame"

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16 marzo 2009 1 16 /03 /marzo /2009 11:24
                                                                                                         
Un piccolo esempio delle tante relazioni avvenute al Congresso

Domenica 15 Marzo, Sala del Minor Consiglio:
14,00 Prof. Giuseppe Di Fede: "Alimentazione ed integrazione: lo stato dell'arte"
14,20 Dott. Fabio Riccobene: "Disbiosi"
14,40 Dott. Michele Boano: "Farmaci (Orlistat e Sibutramina) e ruolo della Zona alimentare"
15,00 Dott. Claudio Santi: "Focus sulle intolleranze allimentari"
 
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Mi Presento

  • : &quot;Zona-Estetica-Benessere&quot;
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  • : Le lancette dell'orologio della vita non possiamo portarle indietro,ma rallentare la loro corsa attraverso una "alimentazione intelligente" ed uno stile di vita sano.
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  • Michele Boano
  • Laurea in Medicina e Chirurgia, &quot;Consultant Zone Certified&quot;, Master in &quot;Chirurgia e Medicina Estetica&quot;, Master in &quot;Nutrizione Umana&quot;, corsi di Medicina Estetica,Alimentazione, Omotossicologia.
  • Laurea in Medicina e Chirurgia, &quot;Consultant Zone Certified&quot;, Master in &quot;Chirurgia e Medicina Estetica&quot;, Master in &quot;Nutrizione Umana&quot;, corsi di Medicina Estetica,Alimentazione, Omotossicologia.

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